martedì 10 novembre 2009

Testmania

Ha proprio ragione il buon Remo Santini, caposervizio de La Nazione: le cose a Lucca stanno andando piuttosto bene e non si sa più con chi prendersela. I Comics sono stati uno spettacolo di efficienza, il mio vecchio amico Matteo Nardi forse vedrà realizzato il suo progetto per le Giovani Intelligenze, il processo a Castruccio è stato davvero interessante, e la morsa gabelliera della Metro sui posteggi dentro e fuori dalle mura e tra un po' anche nel mio cortile non potrà che favorire la rinascita del trasporto pubblico con immensi benefici per traffico e qualità dell'aria e della vita sociale (d'accordo, l'ultima l'ho un po' sparata, ma perché no?). E tutto questo è una bella tragedia, per chi come il sottoscritto non vede l'ora di gettare fango e vomitare merda su istituzioni e personaggi più o meno pubblici e quant'altro per il puro brivido del rischio. Fortuna che esistono sempre cose come Maurizio Marchetti e il PdL cui aggrapparsi e che, soprattutto, esistono soggetti che pensano fuori dagli schemi come Carlo Giovanardi.

Premessa: che drogarsi possa avere ripercussioni drammatiche sulla propria e sull'altrui salute non è un dato assoluto (alcune droghe o psicofarmaci, anzi, consentono a molte persone di vivere in modo dignitoso quando altrimenti non potrebbero) ma piuttosto un'eventualità, tuttavia mi pare il minimo concedere che nell'ottica moderna del poliassuntore inserito nel multisfaccettato e complesso sistema socio-culturale italiano resta anche un incontrovertibile dato di fatto: le sostanze allucinogene, psicotrope, gli psicofarmaci e i farmaci in genere (eccetera) vanno maneggiati con estrema cura e senso di responsabilità. Mi spiego. L'idea del test anti-droga sui parlamentari, opportunamente ripresa dall'instancabile sindaco di Altopascio e consigliere provinciale citato, è davvero un'ottima idea. Per il sottoscritto, intendo, ovvero per qualcuno che in perenne vena di polemizzare non ignora alcuni dati fondamentali, quali (ne citerò a caso... facciamo tre, i primi che mi vengono in mente, ma si tenga presente che potrei proseguire per ore e che se non lo faccio è solo perché ho pietà dei poveri lettori di queste mie coglionerie, e non essendo né un tossico né uno spacciatore bisogna anche che mi rimetta a lavorare, se voglio ancora permettermi almeno una bottiglia di buon vecchio Chianti ogni 2/3 giorni):

1) Nell'ottobre 2007, Albert Hoffmann (autore di alcuni saggi specifici dei quali raccomando la lettura a chiunque voglia assumere una posizione pubblica credibile riguardo all'LSD e alle sostanze allucinogene in genere) è stato inserito nella classifica dei 100 Geni Viventi. Hoffmann, padre della citata "droga" (sintetizzata per la prima volta nel 1938) è spirato alla veneranda età di 102 anni. La sua ultima (ultima di una lunga serie, iniziata all'età di 37 anni) sperimentazione con gli (leggi: assunzione di) allucinogeni, è avvenuta in occasione del suo centesimo genetliaco (vado a memoria, chi ha voglia vada a controllare).

2) Philip Kindred Dick è oggi (...) considerato uno dei più importanti autori di fantascienza e un maestro della narrativa americana del secondo dopoguerra; le sue innumerevoli opere - caratterizzate da un'irrequieta interrogazione sui temi della realtà (condite da interessanti riflessioni filosofiche sull'ontologia), della simulazione e del falso (un tema che oggigiorno è davvero centrale nella vita di ogni singolo cittadino), della teologia cristiana (in special modo riguardo alla meditazione paolina (!) e luterana (?), ma soprattutto a dubbi e interrogativi di origine gnostica), della storia e della società degli Stati Uniti, e più in generale su quel complesso di idee e tematiche noto come "postmoderno" - sono note e apprezzate in ogni angolo del globo. Dick (diversamente da Marchetti, immagino e auspico) ha utilizzato moltissime "droghe" nel corso della sua vita. Questo non vuol certo dire che le sue opere siano geniali "grazie a" (o "solo grazie a") questo particolare aspetto della sua vita. In particolare, e questo ha presumibilmente determinato il colpo apoplettico che ce l'ha portato via, Dick adorava le anfetamine. Del resto sapeva quello che faceva e nessuno (o almeno non il sottoscritto e men che mai Dick) ha mai sostenuto che drogarsi allunghi la vita.

3) Ach, non ho già più voglia di dilungarmi a riguardo, ché il punto dovrebbe esser chiaro, ma avevo promesso 3 fatti. Ma visto che ormai i fatti contano davvero poco (...), mi adeguo. Boh, ad esempio si è molto (s)parlato del vizietto del fu Avvocato Agnelli, ovvero una qual certa mai del tutto accertata passione per, come dire, per la cocaina. Non è un fatto comprovato, d'accordo, ma guardiamoci negli occhi: è un fatto. Ed è a lui che l'Italia tutta, nel bene e nel male, deve un sacco di cose e tesori e faccende oscure che non starò qui ad elencare. Di certo, sapeva fare il suo mestiere di imprenditore, e non era affatto estraneo al mondo della politica e ai suoi meccanismi. Eccetera. Però su Lapo sorvoliamo: i tempi sono cambiati, non c'è più stile.

Tutto questo per dire: al cittadino dotato di senno interessa davvero poco conoscere se e quali/quante sostanze un politico assuma, o quando o perché le assuma, né quali persone/alieni/trans frequenti nella vita privata (e se è per questo, anche in quella pubblica), a patto che 1) i suoi comportamenti restino nell'ambito della ragionevolezza e 2) soprattutto della legalità. Le sue scelte pubbliche, i suoi comportamenti pubblici, gli atti e le firme a verbale, ogni cosa in ambito "politico" dovrebbe essere giudicata unicamente in sede elettorale, dagli elettori del caso, e al momento opportuno (oppure dai magistrati, certo, sempre che a questi ultimi sia dato modo di fare il loro mestiere (sigh)).

Oggigiorno, in Italia, se qualcuno viene "sorpreso" (non chiedetemi dove stia la sorpresa) a "drogarsi", per lui sono previste (discutibili) misure dissuasivo/amministrative (tipo: sospensione della patente, corsi di recupero psicologici, percorsi terapeutici di reinserimento e altro), e nei confronti di chi viene accusato di assumere una o più sostanze dichiarate "illegali" (...) lo stato prevede talvolta una lunga serie di provvedimenti ad personam, ad esempio: accusarlo iniquamente di spaccio e sbatterlo in galera in attesa di giudizio (sigh) e lì lasciarlo a morire, e lasciate perdere il cordoglio per Cucchi se la vostra mente sta correndo al povero ragazzo recentemente protagonista delle cronache: è solo l'ultimo di una sterminata fila di ragazzi dimenticati proprio da gente come Marchetti. Davvero, è una campo delicato, troppo delicato, un campo su cui (ci sembra) Marchetti non ha alcuna autorità per proporre/pontificare/farsi vedere sui giornali come solo certi politicanti di provincia aspirano a fare (ovvero: sempre, comunque e a ogni costo). Questo non significa che fare test su chi guida un mezzo pubblico o ha che fare attrezzature /materiali pericolosi sia sbagliato a priori: è anzi, con le dovute regole e premesse, una cosa più che ragionevole. Ma la politica è cosa ben diversa che non manovrare un macchinario pesante, e sopra ogni altra cosa: se qualcuno nel proprio salotto si diverte a mettere il cervello sul tavolino e a prenderlo a martellate per poi sbatterlo nel frullatore, trovo che lasciarglielo fare in santa pace sia un principio sacro e inviolabile.

Quello che preoccupa il cittadino è piuttosto (oltre che al rispetto delle leggi in generale, e l'attuazione dei programmi sventolati in campagna elettorale) la stupidità. Nessuno vorrebbe essere rappresentato da uno stupido (a parte, forse, un altro stupido). Mi spiego meglio: se Marchetti (o chiunque altro) decide di presentarsi completamente sbronzo di Barolo o strafatto di crack in Provincia (a patto che venga in navetta o con l'autista d'ordinanza) per proporre qualcosa di assolutamente sensato e condivisibile e geniale, non si vede dove stia il problema. Per questo ciò che consiglio a Marchetti è di redigere una nuova mozione, auspicando che tutti i consiglieri provinciali si sottopongano non già a un discutibile test anti-droga (e allora perché non anti-psicofarmaco o anti-alcol o anti-tabacco eccetera?), ma a un test anti-stupidità.

Un esempio di domanda che si potrebbe inserire all'interno del test anti-stupidità è:

Avete intenzione di proporre test anti-droga ai consiglieri provinciali?
[Sì]
[No]
(Barrare con una crocetta la risposta scelta)


Certo, Marchetti dovrebbe augurarsi che test simili, magari con conseguente revoca del diritto al voto per i "positivi", non vengano MAI estesi agli elettori.

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