giovedì 20 agosto 2009

Crani vacanti

Alla vigilia di un torrido ferragosto, la città svuotata dei suoi abitanti, mesticherie e alimentari chiusi come da prassi, non resta che trascorrere il pomeriggio in ufficio, cullati dal ronzio costante del condizionatore. Non rimane dunque che rispondere alle numero 2 telefonate dei clienti stanchi e affaticati che ancora non sono riusciti a fuggire al mare o altrove lasciandosi alle spalle le mura in rovina (altra lunga storia: ne parleremo magari a settembre), e dopo aver fatto un salto al bar per il canonico caffè post-prandiale dedicarsi alla navigazione (ahimé non su un ventiquattro metri con donnine al largo di coste smeraldine ma su una comune linea adsl) in santa pace e proporvi una riflessione: in una giornata del genere si fanno scoperte interessanti. Davvero. Per esempio sul quotidiano letto al bar (finalmente con la dovuta calma senza occhi rapaci di vecchi nullafacenti a sbirciarmi da sopra la spalla o semplicemente a guardarmi con profondo odio e disprezzo) vengo a sapere dell'entrata in vigore delle norme che vietano la vendita di alcolici ai minori, misura adottata dai sempre lungimiranti cugini politici viareggini - che si premurano come primo atto non di spiegarne le ragioni ma di definirla "un segnale di tutela e non di proibizionismo", che è davvero un ingegnoso distinguo - per contrastare quella che, così come la dipingono i media ormai da qualche tempo e quindi ancora non per molto, è ormai un'insensata maratona universale delle nuove generazioni verso l'autodistruzione/sfida alla morte ritualizzata/oblio. Tutti obiettivi (autodistruzione/sfida alla morte ritualizzata/oblio) perseguiti o inseguiti da generazioni di esseri umani, giovani e non giovani, d'ambo i sessi e di ogni orientamento politico/religioso/sessuale, con i modi e le motivazioni più vari e i risultati più diversi, su un arco di tempo che può essere facilmente stimato nell'ordine dei milioni di anni. Ebbene, poniamoci nelle ingenue e ottimistiche vesti di qualcuno che sia davvero molto ingenuo e ottimista, e poniamo anche che il divieto di vendita dell'alcol ai minorenni possa finalmente dopo tutte queste ere glaciali ed età del fuoco e del bronzo e guerre e distruzioni e insomma: dopo tutta questa virgolette Evoluzione virgolette, possa in qualche modo apportare mutamenti di un qualche genere in quest'atteggiamento autolesionista (ipotizziamo ad esempio che esista almeno un minorenne che stasera o domani sera, all'indomani dell'entrata in vigore della norma salvagiovani, non sappia come procurarsi alcol in altro modo e che quindi si trovi nella deprecabile condizione di doversi suo malgrado astenere dal consumo) ridefinendo ex-novo le abitudini del minorenne (ad esempio: non consumare alcol). Cosa magari possibile. Si spera dunque che avendo sottratto a qualcuno ciò che aveva identificato come una via di fuga/soluzione/passaggio obbligato, costui di punto in bianco (invece di provare l'irresistibile impulso di procurarsi alcolici per placare quella strana sete che in fin dei conti non è la sete d'alcol o altre bevande ma la sete più antica del mondo e a quanto pare non può in alcun modo essere estinta ma solo parzialmente soddisfatta con palliativi naturali, chimici o sociali che siano, ma sia: ipotizziamo) se ne stia bel bello a passeggiare per le strade, sobrio, senza null'altro per la testa che pensieri felici e progetti per il futuro (una ragazza, un lavoro, un'automobile, poi una moglie, dei figli, un secondo lavoro e infine i nipoti e in chiusura una bella, nobile morte). Io personalmente (questo andava nella premessa, ma l'essenziale è che sia chiaro) non ho nulla in contrario contro tali idee/provedimenti: innanzitutto sono maggiorenne, in secondo luogo quelli ipotizzati/prospettati (vieto alcol > risolvo problemi) sarebbero risultati oltremodo interessanti anche per il più arido e annoiato degli antropologi. Quello che mi spiazza è in realtà il seguito delle mie scoperte. Ci sono arrivato passeggiando sotto il sole di rientro dal bar, con in testa strane, pericolose idee: e se invece il giovane ipotetico spezzasse l'incantesimo e tentasse di (o peggio riuscisse a) ottenere alcol per altre vie? Magari facendosi aiutare dai colleghi più grandi. Magari da me. Vedremmo le città riempirsi di una nuova figura di spacciatore, armato non già di bustine bilancino e pasticche ma di bottiglie, cavatappi e damigiane. Il che per il sottoscritto (maggiorenne, cresciuto con la cultura del vino ma anticonformista al punto dal riuscire abilmente a convertire il proprio stesso padre conservatore alla birra, almeno nei mesi estivi) e per il business di chi ha un'inclinazione naturale alla vendita al dettaglio non è affatto male [difficile che chi non teme le pene previste per lo spaccio di sostanze stupefacenti (storia troppo lunga) si faccia scrupoli nel commerciare clandestinamente articoli così saldamente radicati nella culturale dell'italiche genti, o immaginare un giudice di Figline Val di Pesa che condanna a sei mesi qualcuno per "Cessione di Tavernello"], e questo, complice il solleone, ha portato la mia mente essudante a compiere uno spaventevole salto dimensionale all'indietro nel tempo, in altre epoche e altri luoghi, altri gangster e stessi sistemi. Non si discute qua dell'utilità di norme e della promozione di comportamenti che servano a indirizzare/limitare il consumo di alcolici (tanto nei minorenni quanto negli adulti) e i rischi ad esso più o meno direttamente connessi, ma non si vorrebbe nemmeno (e non lo si vorrebbe per tutto l'oro del mondo) trovarsi ancora e per l'ennesima volta a dover leggere di norme che mirano a nascondere il problema reale vendendo il caso del giorno via TV, carta stampata e web, a praticare ancora il discutibile e sempre più applicato principio del "multarne uno per educarne 100", ad aprire le porte di un gigantesco bazar colorato al mercato esentasse a esclusivo vantaggio di biechi produttori di alcolici che si servono di manodopera a basso costo, nuove sconfinate opportunità di guadagno illecito, a consentire al politico/editorialista di turno di fare del facile moralismo senza - di fatto - fare (o riuscire a fare, ché le ipotesi del complotto e della malafede cominciano ormai a scricchiolare sotto quelle della pura, semplice arroganza degli stupidi al potere) alcunché di davvero utile per raddrizzare macroscopiche storture strutturali in una società che - in un modo o in un altro - trova sempre e sempre troverà il modo o i modi di soddisfare le richieste dei suoi appartenenti, avendo eretto a modello unico e incontrastato di ispirazione sociale il libero mercato, modello fatto di disponibilità delle merci, di capitale, di leggi (?) della domanda e dell'offerta, e delle fresche, luccicanti curve della bionda di turno che vuol venderci qualcosa (tanto all'interno della facile metafora di una birra e quanto in quella volgare del tegame, a venderci sé stessa).

Ma i quotidiani - Deo gratias - ancora una volta ci vengono in aiuto. All'indomani della misura fortemente voluta/incitata/sponsorizzata da molti direttori/redattori di varie testate locali e nazionali e messa in atto dalle autorità viareggine con pronto spirito umanitario e inattaccabile rettitudine morale, ecco che rientrato in ufficio e presa una birra dal frigo e alzato al massimo il condizionatore in palese spregio all'educazione ambientale, sul sito della Nazione apprendo che dal 20 Agosto sarà disponibile in allegato al quotidiano una utilissima guida alla distillazione casalinga di grappe e liquori (cito: "L’arte di preparare in casa le migliori grappe arricchite con frutta, erbe, spezie. Ma non solo: strepitosi liquorini e deliziose ricette a base di grappa"). Tutto ciò sullo stesso strabico, schizofrenico, esilarante, incongruo, contraddittorio, baciapilesco, disonesto, autoreferenziale, eccezionale, unico e inimitabile quotidiano che è la Nazione di Remo Santini, al quale confermiamo tutta la nostra stima dicendoci d'accordo sulla sua più importante proposta/provocazione/idea degli ultimi giorni: sì, c'è davvero bisogno di un miracolo del Volto Santo. Speriamo solo che a metterlo in atto non siano le folle inferocite.

Nessun commento: