lunedì 31 agosto 2009

Neurone al fresco

Ancora una volta vado al bar, ordino un caffè e mi dedico alla lettura gratuita del mio Quotidiano Nazionale Preferito. Poi indago e scopro che (ancora una volta) per comprendere di che diavolo stanno parlando questi, tocca prenderla larghissima e mettere in moto il neurone e pompare aria condizionata al massimo nell'ambiente: si era agli inizi del marzo 2009 quando il tycoon dei supermercati Ricardo Martinelli vinceva con largo margine le elezioni panamensi e si insediava alla guida della Repubblica Panamense in qualità di Presidente (a tal proposito: vivissime congratulazioni, Presidente). Questo dovrebbe fornirci delle buone coordinate da cui partire in questo breve excursus nella follia estiva. Trovandosi dunque dall'oggi al domani a recitare il doppio ruolo di capo del governo e di capo di stato di un'area, quella panamense come altre in America latina, nota più per i tragici e complicati e più o meno avvincenti trascorsi politici che per la probità dei governanti o per la loro efficienza/trasparenza/umanità, a soli sei mesi dall'importante traguardo quest'uomo (più esattamente "Ricardo Alberto Martinelli Berrocal" o "R.A.M.B.") decide di venire in visita ufficiale (?) a Lucca (cfr. il bel volume "Come recarsi a Lucca a scrocco") vantando (o millantando) atavici natali in zona, e subito i lucchesi d.o.c. - sottoscritto incluso, che proprio lucchese d.o.c. non è ma ci tiene comunque tantissimo a saltare sul primo carro che passa - non perdono l'occasione per tentare di portare Lucca e i lucchesi sotto i riflettori, offrire aperitivi, cene, gala e ospitalità e un posto in processione un po' a tutti, all'insegna della tradizionale festa di Santa Croce (cfr., più che l'Apparato Organizzativo Clerical-Comunale, gli amici transfughi miei e dei miei che da Torino, L'Aia, New York, Roma et al. tornano in massa per l'occasione in lucchesia e non contenti della splendida cornice pretendono pure ospitalità, vino e farro - e cinghiale, funghi, olive, olio... - e anche pacche sulle spalle e ragguagli sulle rispettive vite). E sotto i riflettori non può certo mancare il capo del governo nazionale (Lui), prontamente inserito nel calendario degli eventi per il rilancio della movida cittadina, e speriamo che questa Visitazione oltre a lasciare un indelebile segno nel Panorama Culturale Lucchese in Costante&Inarrestabile Declino contribuisca almeno a far lievitare il Numero di Belle Ragazze Disponibili all'interno dell'arborato cerchio, e non solo quello di body-guards, militari, polizia, carabinieri, caccia supersonici in ricognizione e apparati di sicurezza assortiti con incalcolabile investimento (?) di risorse ed energie sia umane che economiche: come già ipotizzano molti commentatori da bar tra i più accreditati, staremo a vedere. Quest'ultimo punto (l'aumento del N.B.R.D.) risparmierebbe a molti cittadini lucchesi, e sarebbe già una splendida vittoria, la noia di doversi recare sino a Montecatini per farsi arrestare/multare in fragranza di trombata (lunghissima e divertente storia ridotta in miserevole cronaca dal mio Quotidiano Nazionale Preferito, su nemmeno mezza pagina). I Due Premier, veri guru nella difficile arte dell'accumulare quantità stratosferiche di denaro e potere in quest'epoca di crisi per tutti (gli altri), avranno sicuramente molto di cui parlare e argomenti su cui confrontarsi alla sempre più fioca fioca luce della storica luminaria lucchese, e il bravo R.A.M.B. non si farà certo sfuggire l'occasione per carpire preziose dritte dal Compare infinitamente più esperto su come si governa bene e a lungo un Paese Democratico in modo democratico mantenendo e anzi aumentando il valore del proprio ruolo istituzionale, valore espresso come detto in termini di potere e denaro e sondaggi e appendici varie. E come in ogni Democrazia Moderna, se ricevuti a dovere dall'intellighenzia locale - col supporto spirituale del Clero tutto e fedeli salmodianti sullo sfondo - e se di buon umore, i Due Presidenti Che Si Sono Fatti da Soli non mancheranno di elargire generosamente alla città qualche promessa, pochissimi (nessuno?) autografi su carte ufficiali, e certamente molti sorrisi e sagaci frizzi e lazzi da salotto e da processione. Ora. Che la costruzione di un asse viario (cfr. "Come costruire una o più cararrecce fuori dalle mura in meno di un secolo") in una ex gloriosa Res Publica, adesso parte di una Repubblica Democratica a forma di scarpa grazie a discutibili scelte del passato, debba passare - dopo decenni di scandali e diatribe e sprechi e  progetti e proposte e scontri e scaricabarile e Dio solo sa quanti insabbiamenti e litigi e matrimoni di convenienza e sgarri massonici e riunioni segrete tra templari in splendide ville ritenute disabitate e chissà cos'altro ancora - anche attraverso sceneggiate del genere, all'alba del ventunesimo secolo (pensare che sino tipo a metà anni ottanta ero fermamente convinto che nel ventunesimo secolo sarei andato in ufficio o a bordo di una astronave sportiva a propulsione quantica o col telestrasporto e che di un'asse viario alternativo non ci sarebbe stato bisogno mai: errore mio) sono in molti a sostenerlo, e c'è addirittura chi come Remo Santini invoca (giustamente) un intervento diretto di forze sovrannaturali che rendano conto di quanto va preparandosi, e propizino un roseo futuro viario per tutta la lucchesia, stretta da troppo tempo nella morsa di tir e vecchiacci con cappello che dimenticano di segnalare la svolta tanto a destra quanto a sinistra (cfr. "Democrazia"). Ma una fetta molto più vasta della popolazione se ne sbatte ampiamente i coglioni, inutile raccontarsi storie, basta mettere il naso fuori di casa per rendersene conto: sono tutti al mare o alla sagra o sulle Pizzorne a begare con la moglie. Alcuni visionari, invece, i soliti piantagrane che non sono potuti andare in vacanza o alla sagra o magari sono semplicemente comunisti senza Dio e sono comunque sempre pronti a mandare a carte quarantotto le difficili ore di Preparazione Spirituale che precedono la Luminaria, ritengono si sia di fronte a uno scandalo senza precedenti, un orrido perpetuarsi del malcostume presente e passato, un tristo esempio di come la Pubblica Amministrazione lucchese non dovrebbe funzionare, visto che in questo modo a sentir loro (i piantagrane infervorati dal gran caldo) è come se il potere centrale prima delegasse a quello periferico per poi costringere il medesimo, attraverso mille vicoli e cavilli e codici oscuri e meccanismi diplomatici complicatissimi, a pietire spiccioli e benevolenza dal padrone di turno, vanificando i tentativi federalisti tanto cari a consistenti fette della popolazione lucchese (?). C'è persino qualche Buontempone che nel tempo libero (spero) invece di smantellare un Certo Orrendo Monumento Avionico a mani nude come vorrebbe la rigida morale del "se fai una cazzata, caro palle, poi rimedi" ha redatto e depositato in comune Apposita Domanda per l'Assegnazione della Cittadinanza onoraria all'uomo che più di ogni altro, e questo è palesemente un dato oggettivo e non una personale e discutibile considerazione politica, è riuscito negli ultimi anni nel non facile compito di spaccare/dividere/tagliare quotidianamente il paese in due con le sue trovate-motosega: bravo Buontempone, ottima scelta e ottimo tempismo, come sempre. Per conto mio, oggi come oggi avrei senz'altro proposto il buon Amid Karzai, una scommessa sicuramente ardita ma almeno un poco più originale. Prontamente, da Capannori (cfr. 1) si provvede all'invio di messaggi sibillini oggi e (chissà) delegazioni domani, che all'incolpevole lucco-panamense danno già del Dittatore, come se il buon R.A.M.B. - laureato Magna cum Laude (questa me la sono inventata) in Amministrazione del Business presso la University of Arkansas (questa è vera), mica cazzi - non fosse uomo che si è fatto da solo e che con la sola forza delle sue Grandi Idee (cfr. "Panama's Super 99", fate conto un mostro a mezza via tra l'Esselunga e la Lidl e diffuso come un tumore in metastasi su tutta l'altrimenti bella Panama) ha legittimamente ottenuto l'investitura a capo di una Repubblica Presidenziale (Quiz: dove avete già sentito questo termine?). Come se R.A.M.B. fosse un Malfattore Qualunque, magari in auge già da decenni, e nel frattempo (in tutti questi anni al potere) non avesse fatto altro che tramare con alleati dell'ultima ora ed ex-compagni di scuola (cfr. 2) e scendere a patti con la mala e impadronirsi dei mezzi di informazione e modificare l'apparato statale con leggi ad hoc e tramortire quello sociale sino a ridurlo in agonia solo per garantirsi impunità e inamovibilità e potersi costruire un mausoleo in cui far un giorno dimorare le mortali spoglie e altre simili atrocità etiche e politiche e ideologiche che mal si accordano con la sobrietà del clero e dei politici lucchesi in occasione della Luminaria. Ma non divaghiamo e lasciamo a R.A.M.B. il tempo di passare alla storia a modo suo, senza emettere giudizi affrettati dettati dalle temperature senz'altro insopportabili.
Bene. Delineate in vista della Processione di Santa Croce le tre categorie principali di attori (esaltati mistici, inveterati menefreghisti, visionari piantagrane che s'inventano scomodi mondi paralleli) mi sento di offrire una quarta via per uscire da questa paradossale situazione, una via che si fonda a parer mio su valori intramontabili e indiscutibili: "Che ogni visitatore straniero o della piana sia trattato da visitatore, e spremuto sino all'osso nella miglior tradizione commerciale lucchese, e che ristoratori e albergatori e arcivescovi e venditori di cazzate e porchettari e compagnia si riempiano le tasche a più non posso approfittando del Religioso Evento, così come avviene regolarmente da secoli". Il resto sono chiacchiere da comare.
Chiacchiere, siamo d'accordo. Ma a questo punto serve una breve conclusione, o almeno un consiglio (da comare): possiamo solo esortare tutti coloro che decideranno di intervenire alla Grande Parata di guardarsi dagli scherani al soldo del comune, i quali forse più che negli altri giorni (!) non mancheranno di gabellare senza pudore né pietà alcuna turisti e cittadini lucchesi poco accorti o inesperti, graziando in mancanza di specifiche ordinanze e normative solo gli eventuali elicotteri neri che dovessero putacaso trovarsi costretti a posteggiare (nuovamente e all'insegna della continuità storica) sugli ampi spazi erbosi di quello che era e nella memoria ancora resta, non a caso, il glorioso Campo Balilla (cfr. 3). Per conto mio, che prediligo la bicicletta agli elicotteri e il sottopasso-cavatappi in stile Laguna Seca di San Concordio agli assi viari, spero di riuscire ad approfittare dell'aumento del N.B.R.D. e di non rimaner vittima dell'intramontabile scherzo notturno "Ti smonto la ruota davanti e me la porto a casa oppure te la piego a calci".

(1) E che c'incastra il comune di Capannori con le posizioni del Comune di Lucca e perché un capannorotto debba intromettersi nelle cose lucchesi e a sua volta "prendere posizione" su un governante straniero in legittima visita nella terra natia, è una cosa ancora tutta da chiarire
(2) Sapevate che... presto a capo del neonascente Apparato Nucleare Statale ne avremo un altro (di compagni di classe del Tipo, intendo) da prendere a sputi/insulti? E com'è che sono tutti così bravi i tizi di quella generazione usciti da quei particolari ambienti? Cos'è, manipolazione genetica? Botta di culo senza precedenti? Vitamine? Una colossale goliardata? 
(3) Ancora non si è capito che noia dava un campo da calcio sotto le mura, e che bisogno c'era di trasformarlo in occasionale eliporto. Mio zio, ora praticamente centenario, che ogni domenica transitava per quelle parti godendosi gratis penosi scontri di infima categoria, ancora rimpiange amaramente i bei pomeriggi trascorsi con gli amici, quando a spingere il giovane cittadino lucchese medio (ebbro nel primo pomeriggio e in stato di incoscienza a sera) a devastare le mura impossessandosi illecitamente di mattoni poteva essere solo un arbitro fuori di testa che mancava a più riprese di espellere il falloso terzino del Camporgiano F.C.

giovedì 20 agosto 2009

Crani vacanti

Alla vigilia di un torrido ferragosto, la città svuotata dei suoi abitanti, mesticherie e alimentari chiusi come da prassi, non resta che trascorrere il pomeriggio in ufficio, cullati dal ronzio costante del condizionatore. Non rimane dunque che rispondere alle numero 2 telefonate dei clienti stanchi e affaticati che ancora non sono riusciti a fuggire al mare o altrove lasciandosi alle spalle le mura in rovina (altra lunga storia: ne parleremo magari a settembre), e dopo aver fatto un salto al bar per il canonico caffè post-prandiale dedicarsi alla navigazione (ahimé non su un ventiquattro metri con donnine al largo di coste smeraldine ma su una comune linea adsl) in santa pace e proporvi una riflessione: in una giornata del genere si fanno scoperte interessanti. Davvero. Per esempio sul quotidiano letto al bar (finalmente con la dovuta calma senza occhi rapaci di vecchi nullafacenti a sbirciarmi da sopra la spalla o semplicemente a guardarmi con profondo odio e disprezzo) vengo a sapere dell'entrata in vigore delle norme che vietano la vendita di alcolici ai minori, misura adottata dai sempre lungimiranti cugini politici viareggini - che si premurano come primo atto non di spiegarne le ragioni ma di definirla "un segnale di tutela e non di proibizionismo", che è davvero un ingegnoso distinguo - per contrastare quella che, così come la dipingono i media ormai da qualche tempo e quindi ancora non per molto, è ormai un'insensata maratona universale delle nuove generazioni verso l'autodistruzione/sfida alla morte ritualizzata/oblio. Tutti obiettivi (autodistruzione/sfida alla morte ritualizzata/oblio) perseguiti o inseguiti da generazioni di esseri umani, giovani e non giovani, d'ambo i sessi e di ogni orientamento politico/religioso/sessuale, con i modi e le motivazioni più vari e i risultati più diversi, su un arco di tempo che può essere facilmente stimato nell'ordine dei milioni di anni. Ebbene, poniamoci nelle ingenue e ottimistiche vesti di qualcuno che sia davvero molto ingenuo e ottimista, e poniamo anche che il divieto di vendita dell'alcol ai minorenni possa finalmente dopo tutte queste ere glaciali ed età del fuoco e del bronzo e guerre e distruzioni e insomma: dopo tutta questa virgolette Evoluzione virgolette, possa in qualche modo apportare mutamenti di un qualche genere in quest'atteggiamento autolesionista (ipotizziamo ad esempio che esista almeno un minorenne che stasera o domani sera, all'indomani dell'entrata in vigore della norma salvagiovani, non sappia come procurarsi alcol in altro modo e che quindi si trovi nella deprecabile condizione di doversi suo malgrado astenere dal consumo) ridefinendo ex-novo le abitudini del minorenne (ad esempio: non consumare alcol). Cosa magari possibile. Si spera dunque che avendo sottratto a qualcuno ciò che aveva identificato come una via di fuga/soluzione/passaggio obbligato, costui di punto in bianco (invece di provare l'irresistibile impulso di procurarsi alcolici per placare quella strana sete che in fin dei conti non è la sete d'alcol o altre bevande ma la sete più antica del mondo e a quanto pare non può in alcun modo essere estinta ma solo parzialmente soddisfatta con palliativi naturali, chimici o sociali che siano, ma sia: ipotizziamo) se ne stia bel bello a passeggiare per le strade, sobrio, senza null'altro per la testa che pensieri felici e progetti per il futuro (una ragazza, un lavoro, un'automobile, poi una moglie, dei figli, un secondo lavoro e infine i nipoti e in chiusura una bella, nobile morte). Io personalmente (questo andava nella premessa, ma l'essenziale è che sia chiaro) non ho nulla in contrario contro tali idee/provedimenti: innanzitutto sono maggiorenne, in secondo luogo quelli ipotizzati/prospettati (vieto alcol > risolvo problemi) sarebbero risultati oltremodo interessanti anche per il più arido e annoiato degli antropologi. Quello che mi spiazza è in realtà il seguito delle mie scoperte. Ci sono arrivato passeggiando sotto il sole di rientro dal bar, con in testa strane, pericolose idee: e se invece il giovane ipotetico spezzasse l'incantesimo e tentasse di (o peggio riuscisse a) ottenere alcol per altre vie? Magari facendosi aiutare dai colleghi più grandi. Magari da me. Vedremmo le città riempirsi di una nuova figura di spacciatore, armato non già di bustine bilancino e pasticche ma di bottiglie, cavatappi e damigiane. Il che per il sottoscritto (maggiorenne, cresciuto con la cultura del vino ma anticonformista al punto dal riuscire abilmente a convertire il proprio stesso padre conservatore alla birra, almeno nei mesi estivi) e per il business di chi ha un'inclinazione naturale alla vendita al dettaglio non è affatto male [difficile che chi non teme le pene previste per lo spaccio di sostanze stupefacenti (storia troppo lunga) si faccia scrupoli nel commerciare clandestinamente articoli così saldamente radicati nella culturale dell'italiche genti, o immaginare un giudice di Figline Val di Pesa che condanna a sei mesi qualcuno per "Cessione di Tavernello"], e questo, complice il solleone, ha portato la mia mente essudante a compiere uno spaventevole salto dimensionale all'indietro nel tempo, in altre epoche e altri luoghi, altri gangster e stessi sistemi. Non si discute qua dell'utilità di norme e della promozione di comportamenti che servano a indirizzare/limitare il consumo di alcolici (tanto nei minorenni quanto negli adulti) e i rischi ad esso più o meno direttamente connessi, ma non si vorrebbe nemmeno (e non lo si vorrebbe per tutto l'oro del mondo) trovarsi ancora e per l'ennesima volta a dover leggere di norme che mirano a nascondere il problema reale vendendo il caso del giorno via TV, carta stampata e web, a praticare ancora il discutibile e sempre più applicato principio del "multarne uno per educarne 100", ad aprire le porte di un gigantesco bazar colorato al mercato esentasse a esclusivo vantaggio di biechi produttori di alcolici che si servono di manodopera a basso costo, nuove sconfinate opportunità di guadagno illecito, a consentire al politico/editorialista di turno di fare del facile moralismo senza - di fatto - fare (o riuscire a fare, ché le ipotesi del complotto e della malafede cominciano ormai a scricchiolare sotto quelle della pura, semplice arroganza degli stupidi al potere) alcunché di davvero utile per raddrizzare macroscopiche storture strutturali in una società che - in un modo o in un altro - trova sempre e sempre troverà il modo o i modi di soddisfare le richieste dei suoi appartenenti, avendo eretto a modello unico e incontrastato di ispirazione sociale il libero mercato, modello fatto di disponibilità delle merci, di capitale, di leggi (?) della domanda e dell'offerta, e delle fresche, luccicanti curve della bionda di turno che vuol venderci qualcosa (tanto all'interno della facile metafora di una birra e quanto in quella volgare del tegame, a venderci sé stessa).

Ma i quotidiani - Deo gratias - ancora una volta ci vengono in aiuto. All'indomani della misura fortemente voluta/incitata/sponsorizzata da molti direttori/redattori di varie testate locali e nazionali e messa in atto dalle autorità viareggine con pronto spirito umanitario e inattaccabile rettitudine morale, ecco che rientrato in ufficio e presa una birra dal frigo e alzato al massimo il condizionatore in palese spregio all'educazione ambientale, sul sito della Nazione apprendo che dal 20 Agosto sarà disponibile in allegato al quotidiano una utilissima guida alla distillazione casalinga di grappe e liquori (cito: "L’arte di preparare in casa le migliori grappe arricchite con frutta, erbe, spezie. Ma non solo: strepitosi liquorini e deliziose ricette a base di grappa"). Tutto ciò sullo stesso strabico, schizofrenico, esilarante, incongruo, contraddittorio, baciapilesco, disonesto, autoreferenziale, eccezionale, unico e inimitabile quotidiano che è la Nazione di Remo Santini, al quale confermiamo tutta la nostra stima dicendoci d'accordo sulla sua più importante proposta/provocazione/idea degli ultimi giorni: sì, c'è davvero bisogno di un miracolo del Volto Santo. Speriamo solo che a metterlo in atto non siano le folle inferocite.

venerdì 14 agosto 2009

Intercettazioni

– E quindi?
- E quindi è chiaro: sei una tipa carina che parla correttamente, ha una prosa impeccabile e dice in modo interessante cose che non sono affatto ovvie. Come diavolo puoi pretendere di avere pure un pubblico?
– ...
– Devi lasciar perdere.