martedì 18 dicembre 2007
C.M. #19
Una mattina Fausto ha aperto il ripostiglio, ha preso un martello ed è sceso di sotto. A quel punto ha messo in pratica il piano che aveva concepito, per scherzo, assieme all'amante.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
martedì 11 dicembre 2007
C.M. #18
La nuova pubblicità della macchina dei sogni è azzeccata, non c'è che dire. La modella pare maiala al punto da far supporre che ti vendano anche lei, con il mezzo. E il cartellone gigante, in bella mostra nella sala d'attesa dell'aeroporto, ha certamente una funzione subliminale. E infatti Giovanni entra in bagno e si masturba. Quando esce, due uomini si stanno lavando le mani. Non si girano, ma a lui sembra che quello di destra lo abbia osservato, nel riflesso dello specchio. Giovanni và all'imbarco. Fra trenta minuti, sul sedile accanto al suo, conoscerà l'ultima persona della sua vita, Anna.
(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
venerdì 7 dicembre 2007
mercoledì 28 novembre 2007
Intercettazioni #0
- Chi è?
- Sono io, Nicola. Ma dove sei?
- Io sono in psichiatria. Te, ci sei sopra?
- Oh Nicola, ma te sei matto...
- Io sarò anche matto, ma te sei una puttana.
(da "Nuovo Ciclo")
(da "Nuovo Ciclo")
Etichette:
Intercettazioni,
Scrittura
mercoledì 21 novembre 2007
C.M. #17
Silvano non l'avrebbe mai immaginato. Finire manganellato nel 2007, in piena democrazia dell'alternanza, mentre sei lì che ti fai i cazzi tuoi. Come ai tempi dei fascisti, anzi peggio: magari avessi la possibilità di schierarmi da qualche parte. Tempi moderni, pensa appena un attimo prima di perdere conoscenza: i carabinieri e i celerini sono figli della politica, non hanno più alcun colore e menano a caso.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
martedì 20 novembre 2007
Croniche
Un ragazzino tedesco che progettava la solita strage liceale insieme a un amico, con un arsenale composto da una balestra e due pistole ad aria compressa, è stato scoperto dalle teutoniche forze di polizia prima di mettere in atto il folle proposito. Prima che potessero acciuffarlo s’è ovviamente tolto la vita, gettandosi sotto un treno della metropolitana. Il suo amico è stato tratto in arresto e ha confermato i dettagli del piano criminoso. Un velo di malinconia si stende sul sonno del povero Vassilij, seriamente preoccupato per le sorti dell’uomo.
(da "Nuovo ciclo")
sabato 17 novembre 2007
Ascesi
Vassilij si tuffa nel suo spirito e medita, ritenendosi testardamente l’unico in grado di fornire certe risposte a Vassilij.
(da "Nuovo ciclo")
mercoledì 14 novembre 2007
C.M. #16
Avvolto da un'onda elettromagnetica il surfista cosmico è testé scomparso, inghiottito dall'infinito.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
lunedì 12 novembre 2007
C.M. #15
Guido Bulleri è come al solito assorto nel suo esercizio preferito: dare un nome a tutte le persone che vede sfrecciare al di là del finestrino. Tutto a un tratto lo scompartimento si riempie di transessuali. Il commercialista patavino, dopo un comprensibile attimo di smarrimento, prova invano a comprendere di cosa stiano discutendo, così animataemente. Ecco, - pensa senza riuscire a comprendere granché - Agnes, Imaculada, Pilar, Dulce... Soraia e Mota. Ma sarà davvero un nome brasiliano, Mota? Comunque non ci piove, sono brasiliani, perché di portoghesi così belli non se ne sono mica mai visti.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
venerdì 9 novembre 2007
C.M. #14
Guida lentamente, dalla costa all'entroterra, appesantito dallo spuntino. Alle spalle lascia un sole indeciso. Di fronte, una muraglia di nubi scure, compatte, per nulla invitanti. A pochi chilometri dall'ufficio si ritrova sulla linea di confine: scompaiono le persone, scompaiono le ombre, compare qualche ombrello, e subito le prime gocce prendono a colpire il parabrezza. Ancora qualche metro e il suo sguardo viene irrimediabilmente attratto da un mezzo arcobaleno all'orizzonte, ne segue la curva e lo immagina proseguire. Come per incanto, alla sua sinistra, l'arcobaleno interrotto riprende vita e conclude il suo arco, lontano, dietro ai palazzi. Grossi chicchi di grandine stanno ora martellando la carrozzeria, sullo sfondo nero si alternano saette e schianti secchi che nemmeno la radio a tutto volume riesce a coprire. Edoardo parcheggia, bestemmia perché ha lasciato l'ombrello a casa. Scende, e subito un fulmine lo centra in pieno.
(da "Cronache minime")
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
domenica 4 novembre 2007
C.M. #13
Dopo una notte agitata, senza praticamente aver chiuso occhio, Marino si precipita in cucina e accende il televisore. Quando comprende di averla fatta franca, tira un sospiro di sollievo e va in ufficio con uno strano sorrisetto sul volto: gli ha fatto uno strano effetto sentirsi chiamare pirata sul tg regionale.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
martedì 23 ottobre 2007
European Coalition for Just and Effective Drug Policies
Pubblichiamo la lettera aperta di Andre Fuerst, della European Coalition for Just and Effective Drug Policies (Coalizione europea per politiche giuste ed efficaci sulla droga), inviata alle autorità Svizzere:
Nel giugno 1998, l'ONU annunciò una strategia di 10 anni per ottenere "risultati misurabili" nella lotta contro le droghe, compresa una "riduzione significativa" della coltivazione di cannabis, coca e papavero da oppio per l'anno 2008.
Il 10 marzo 2008, la Commissione sugli Stupefacenti dell'ONU si incontrerà a Vienna per rivedere i risultati di questa strategia.
Negli ultimi 10 anni, la guerra alle droghe ha fallito- di nuovo. Il consumo di droghe può causare problemi, ma il proibizionismo causa disastri. Milioni di persone sono criminalizzate, miliardi di euro sono spesi in una guerra inefficace e improduttiva. Gli sforzi di riduzione del danno e di promozione di un uso responsabile delle droghe sono attivamente ostacolati dai governi. Nel frattempo, il mercato delle droghe rimane nelle mani della criminalità organizzata, i cui enormi guadagni distorcono l'economia globale e generano corruzione diffusa.
Le politiche sulle droghe dovrebbero essere una questione di sanità pubblica, non di sicurezza. Chiediamo all'ONU di stabilire il diritto di ogni cittadino adulto del mondo di coltivare e possedere piante naturali per uso personale e scopi non commerciali, usando tutta l'attrezzatura tecnica disponibile per questo. Allo stesso tempo, singoli paesi potrebbero consentire esperimenti con politiche sulle droghe non basate sulla proibizione.
Vienna 2008 è l'opportunità di lanciare questo urgente messaggio all'ONU. Vieni con noi a Vienna. Per dettagli su viaggio e alloggio, contattaci.
Programma
Venerdi 7 marzo: Conferenza "La guerra alle droghe - una menzogna conveniente? " - un'analisi delle ragioni alla base del proibizionismo.
Sábato 8 marzo: Manifestazione "Cure non guerre" davanti al palazzo dell'ONU
Domenica 9 marzo: Esposizione e workshops sugli usi benefici delle piante proibite.
La guerra alle droghe deve finire. Aiutaci a dichiarare la pace. European Coalition for Just and Effective Drug Policies
domenica 21 ottobre 2007
Scrittura futura
Giovedì potrete incontrarmi qua:
Giovedì 25 ottobre 2007, h 17:00, spazio Switch-Out, Festival della Creatività, Firenze.
Scrittura collettiva e accesso al sapere, tra avanguardie letterarie e necessità sociale.
Internet, specie nella sua tanto celebrata "versione 2.0" ha portato alla ribalta il tema della partecipazione, del lavoro in comune, della condivisione di pratiche e risultati. La letteratura è rimasta indietro: solo adesso gli autori stanno iniziando a realizzare che può essere il caso di scendere dalle rispettive torri d'avorio e (ri)cominciare a lavorare insieme.
Scrittura futura sarà una tavola rotonda aperta tra autori e pubblico per parlare di scrittura collettiva, libero accesso al sapere, proprietà intellettuale (e quindi creative commons e copyleft), futuro della letteratura e letterature del futuro. Sarà un incontro vero, aperto alla voce di tutti coloro che vorranno parteciparvi.
Moderano Vanni Santoni e Gregorio Magini di SIC
OSPITI:
* Ippolita, gruppo di ricerca che si occupa di divulgazione scientifica e zone limitrofe. Nel 2005 hanno pubblicato "Open non è free - Comunità digitali tra etica hacker e mercato globale" per Eleuthera edizioni. Nel 2007 è uscito "Luci e Ombre di Google - Futuro e Passato dell'Industria dei Metadati" per Feltrinelli.
* Beniamino Sidoti, semiologo ed esperto di giochi di gruppo, è autore di "Semiotica delle scritture collettive."
* Gabriele Merlini, direttore di Slipperypond, rivista in copyleft, e altri membri della redazione.
* David Mattesini e di Borderless, nuova rivista in (e sul) copyleft
* Marco Gallorini, rappresentante di InProspettiva, associazione organizzatrice del Copyleft Festival di Arezzo
* (e tutti coloro che vorranno unirsi al dibattito)
domenica 14 ottobre 2007
Voi umani
Il punto non è la malasorte, né rinfacciare a sé stessi o ad altri d'aver preso l'ennesima cantonata: sempre a lamentarsi. Piuttosto, fate finalmente i conti con la vostra scarsa capacità di amare.
(da "Nuovo ciclo")
martedì 9 ottobre 2007
C.M. #12
Uscendo dalla doccia si arrestò alcuni secondi, gocciolante, lo sguardo fuori dalla finestra ricoperta di condensa. Era stato un attimo, nel quale i suoi sessantacinque anni di vita si erano dispiegati completamente, finalmente con ordine. Una mattina di sole. Sarebbe entrato nella camera da letto, l'avrebbe svegliata, come sempre. Stavolta le avrebbe detto: "cara, dobbiamo divorziare."
(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
martedì 2 ottobre 2007
C.M. #11
Giusto ieri era ancora disponibile in tutte le librerie il nuovo romanzo dell'infaticabile Francesco Innanziadio, "Cuori d'acciaio". La storia, prima parte della trilogia ambientata in una imprecisatata terra desolata e governata dal truce Zev Kabrisky, narra le alienate vicende di una coppia di motociclisti in cerca di benzina: meno brillante dei precedenti lavori, il romanzo ha resistito sugli scaffali solo pochi giorni, e le giacienze di magazzino saranno utilizzate per cavarne la carta riciclata del successivo "Destino di ferro", già in fase di editing.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
martedì 25 settembre 2007
Buonanotte
Non si può sempre sognare ad occhi aperti: ogni tanto bisogna pur dormire.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
venerdì 21 settembre 2007
C.M. #10
Jeremy Calls, all'anagrafe Germano Calli, chitarrista quarantacinquenne è convinto che il successo col glam rock non sia più un'opzione. Tuttavia, suonerà stasera al Roby's Cafè di Rosignano. Ingresso libero con tranello.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
giovedì 13 settembre 2007
Veritas
C'è più verità nelle bestemmie del contadino che nelle omelie del cardinale.
(da "Nuovo ciclo")
domenica 2 settembre 2007
Il delirio della droga
"La sete di infinito che è nei nostri cuori ci dimostra proprio la realtà della droga: l'uomo vuole allargare lo spessore della vita, avere più della vita, avere l'infinito, ma la droga è una menzogna, una truffa, perché non allarga la vita, ma distrugge la vita".
E' quanto ha affermato il Santo Padre durante la veglia con i giovani dell'Agorà riuniti sulla piana di Montorso, rispondendo alle testimonianze di alcuni ragazzi.
E ha concluso:
"Vera è la grande sete che ci parla di Dio e ci mette in cammino verso di Lui. Dobbiamo aiutarci reciprocamente, e Cristo è venuto proprio per creare una rete di comunione nel mondo, dove tutti insieme possiamo aiutarci a trovare insieme la strada della vita e capire che i comandamenti di Dio non sono una limitazione della nostra libertà, ma le strade che ci guidano verso l'alto, verso la pienezza della vita".
Le stesse cose che ha detto un mio carissimo amico, dopo aver trangugiato quattro o cinque semi di rosa hawaiana. Salvo aver fatto riferimento ad altre divinità astratte, mai sentite prima.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
venerdì 24 agosto 2007
Due minuti appena
...è morto
22:58
andato
22:59
bruciato
22:59
finito
22:59
consunto
22:59
vaporizzato
22:59
trasceso
22:59
mesmerizzato
22:59
terminato
22:59
dannato
22:59
risorto
22:59
rimorto
23:00
rinato
23:00
è morto
23:00
è andato
(da "Nuovo ciclo")
martedì 21 agosto 2007
C.M. #9
Giampiero Spina era il tipo d'uomo che, passeggiando, non avrebbe mai pensato di poter morire in modo tanto assurdo. Non ha nemmeno accelerato il passo, e secondo alcuni testimoni aveva dipinta sul viso un'espressione idiota, più che di sorpresa.
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
mercoledì 8 agosto 2007
Precari indipendenti
La vita media s'allunga. Dovremmo, nel caso, procreare da vecchi, il più tardi possibile: per non pesare sulle spalle dei nostri figli, e perché possano cavarsela da soli.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
martedì 7 agosto 2007
Gli abissi della psiche
Siamo a 23, tra grossi silenzi incomprensibili.
A 16 e 19 anni sono successe due cose, siamo a 25 in attesa di scoprire di che si tratta. Dico NO alle sedute di psicanalisi. Cosa hai in mente?! Una zia a 26, sono insieme in casa e io vorrei sapere cosa trarrai da questa intervista. Siamo a 30, da cosa avrebbe dovuto scappare? Mi sono perso qualcosa?? A 32 arriva LA DOMANDA: di cosa stiamo parlando??? Ribadisci a 33, la vista di cosa? Di lei. La vista di lei. Lei chi?! La madre. Forse che si è impiccata? No, era in camera a 35. Accarezzava la madre, a 37, poi è arrivato il padre. A 39 e 20 il padre si è tappato gli occhi. Poi è uscito dalla stanza per non farvi più ritorno. A 42 la seconda volta. Ha smesso di provarci a vivere senza di lei. Sta parlando evidentemente del padre: meno male che viene da una famiglia felice. E' morto quando lei era all'università, siamo a 45. Suicida (allegriaaa!). Testuali parole: "S'è tirato dal tetto"...Tu passeggi e prendi una pausa a 47.
Cambio cassetta.
(da "Impressioni di un carcerato" (in acido))
venerdì 27 luglio 2007
giovedì 26 luglio 2007
Chiaro di luna
Al chiaro di luna
si compongono melodie
e per un tozzo di pane si uccide
(da "Impressioni di un carcerato" (in versi))
martedì 24 luglio 2007
C.M. #8
Il fuciliere scelto J.Mc.F. sta cercando di trattenere le viscere al loro posto già da un paio di minuti. La sabbia sotto il suo corpo, praticamente diviso in due, si sta velocemente trasformando in uno scuro stagno di fango. Una domanda lo assillerà fino alla fine: anche mio figlio, che ora dovrebbe avere 3 mesi, sarà stupido quanto lo siamo stati io e il padre che non ho mai conosciuto?
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
lunedì 23 luglio 2007
Ego-nomico
I sogni di gloria s'infrangono
sulle pietre di decadenti mausolei
(da "Impressioni di un carcerato", in versi)
venerdì 20 luglio 2007
Zzzz...
Il fiorente mercato dei prodotti contro le zanzare - spray, creme, unguenti, candele, fornellini, congegni e amuleti elettronici, l'industria della disinfestazione collusa coi politici - e un disincanto ormai ben radicato nei confronti del capitalismo moderno, mi lasciano intendere che la diffusione della zanzara tigre in Italia, risalente al recente 1998, non sia del tutto casuale.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
mercoledì 18 luglio 2007
Progressione geometrica
Siamo tutti connessi in rete, punti collegati. Quando torneremo a esserlo come sciamani, potremo dire di aver fatto un passo avanti: la nuova coscienza si chiamerà superficie unitaria, e ci mancherà un gradino per conquistare lo spazio interno e la sua stasi. Infine un ultimo passo, per padroneggiare il tempo.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
C.M. #7
Oggi Daniela Lissandrelli ha conseguito la laurea in Economia e commercio con la votazione di 98/110, discutendo una tesi dal titolo "La gestione della qualità in banca. Il caso della Cassa di Risparmio in Puglia". Sin dal giorno della sua iscrizione, Daniela ha avuto la sensazione d'aver sbagliato corso di laurea. Fra poche settimane comincerà a fare un lavoro che non le piace. Alla neolaureata vivissimi complimenti dai parenti, dagli amici e dalla redazione tutta.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
lunedì 16 luglio 2007
Memento
Chi non tiene fede a un contratto verbale, non è degno di un contratto scritto.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
domenica 15 luglio 2007
Metropoli suicida
Per sopravvivere nel carcere
serve una buona ragione
oppure essere già morti
e non averne più bisogno
(da "Impressioni di un carcerato" (in versi))
venerdì 13 luglio 2007
A domanda rispondo
Cos'è l'evoluzione? E' quell'insieme di tecniche utilizzate dalla vita per raggiungere i suoi obiettivi: la preservazione di sé stessa, per il mezzo dell'adattamento e dell'inventiva biologica. In questa scala evolutiva occupiamo al momento uno dei gradini più in basso, e siamo ahimé voltati dalla parte sbagliata.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
giovedì 12 luglio 2007
C.M. #6
- Non ci credo.
Più per la conferma che per la sorpresa, M.C., divorziato da appena 4 giorni, se ne esce con queste tre parole mentre sente solo l'aria sotto di sé. Perso l'equilibrio gli manca pure il fiato e non dice altro, non ne ha il tempo: si era preparato pure un bel discorso. Una specie di cerimonia, con lui in piedi sulla sedia, la voce ferma e tutto il resto.
Mi impicco perché sono un buono a nulla, leggeranno gli inquirenti l'indomani su un foglietto scritto con cura, rinvenendo il cadavere sul pavimento lucido di sangue e cera.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
mercoledì 11 luglio 2007
Fuoco fatuo
Per quanto gettino acqua
sotto le ceneri rimane sempre una scintilla
basta una sola folata di vento
della giusta intensità, nella giusta direzione
(da "Impressioni di un carcerato" (in versi))
martedì 10 luglio 2007
Mors officinalis
...malattia stregoni medici sanguisughe chirurghi bioingegneri iperattività tubi staminali trapianto multinazionale ricerca albero della vita ciclotimia infezioni nobel brevetti pandemia salice untori placebo depressione muffa...
Fermare la morte fermando la vita.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
domenica 8 luglio 2007
C.M. #5
N. F., iscritto all'università di Sassari e testimone di un brutale omicidio nell'appartamento condiviso con una coppia di studenti più giovani, non scorderà mai il sapore d'anguria che ha sentito riempirgli la bocca prima di voltarsi e vedere il suo compagno di stanza cadere a terra nel mese di luglio, la testa aperta in due.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
giovedì 5 luglio 2007
Contro Dio?
Ci sarebbe molto dai dire contro un qualsiasi Dio, non fosse che aperti gli occhi e conquistata una nuova spiritualità reclusa che nessuno mi aveva mostrato come liberare, mi sono reso conto che direi piuttosto contro coloro attraverso la cui bocca Egli è stato frainteso: Costoro appaiono stupidi, poiché Dio non lo si insegna né lo si pretende. Pericolosi illusi talvolta, spesso ingenui, manipolatori e infidi nella gran parte dei casi. Dio non rivela, non parla, Egli piuttosto si manifesta in modi diversi grazie alla pazienza nell'attesa, alla costanza nella ricerca, alla fede nell'Uomo. E dunque direi a chi è dietro le sbarre di trovare il tempo di meditare, ascoltare lo spirito, sperimentare visioni, astenersi dal voler spiegare agli altri. Mostrare nella pratica ciò che ha appreso, nel caso.
E sempre dubitare.
(da "Impressioni di un carcerato")
C.M. #4
Gaelle lo vide salire sulla metro, si erano appena salutati come nulla fosse: ci si vede dall'altra parte, un bacio da nulla e un ultimo sguardo. In cuor loro sapevano entrambi che non si sarebbero rivisti più.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
domenica 1 luglio 2007
H
- Vada all'inferno.
Con la flemma di sempre, abituato a obbedire e a mostrare una sconfinata onestà intellettuale, Oppenheimer si arrese con un sorriso al desiderio di San Pietro: dal suo sguardo non trasparì alcun pentimento, né un briciolo di umiltà.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
venerdì 29 giugno 2007
Esordienti
«Ho scritto un libro, uscirà il 15 luglio edito da Cairo. Si intitola La mia prigione: 250 pagine sui miei 103 giorni a San Vittore tratto da un diario di 1400 pagine che mi hanno sequestrato quando sono uscito e ridato dopo cinque giorni».
Sono parole di Fabrizio Corona, che riecheggiano sui media di tutta italia. Attendiamo con impazienza la prima prova dello scrittore catanese, classe 1974.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
martedì 26 giugno 2007
Contro lo stato
[...] e tutto questo per non risolvere le cose, vedersi ogni volta ricorrere ai metodi di sempre. Che a dirla tutta, i potenti e i manovratori li puoi eliminare solo con un'accurata apologia del terrorismo e un adeguato seguito, o no?
E così ci sono le congetture. A studiare storia mi era parso proprio nitido, ogni cosa piegata all'evidenza del fatto che senza bagni di sangue difficilmente gli occupanti abbandonano le poltrone, difficilmente si cambia strada. Comincia forse così, con qualcuno che finisce in carcere e qualcuno invece morto ammazzato, sprangato, manganellato, crivellato da un commando. Altri si indignano, si agitano. In realtà non si sa come comincia, magari non comincia niente ed è solo un'illusione: la democrazia dell'alternanza che prende nuove strade circolari, fa qualche metro e tutto si riassesta.
Lo stato ingessato, immutabile fino al prossimo rivolgimento. Lo stato che cambia solo con e per la guerra, impotente di fronte al passo delle innovazioni delle reti di pensiero. Lo stato casta e lo stato massa, incapaci di comunicare o senza nulla da aggiungere, entrambi inutili eppure essenziali l'uno all'altro. Lo stato e gli uomini di stato che nascono crescono e invecchiano nelle istituzioni soppiantandole.
I fatti, poi. La lotta armata sognata e mai realizzata - affidata e delegata a un branco di idioti incapaci e senza cervello, o di collusi cinici - che non riesce a far fuori più di tre o quattro personaggi a decade. Per farne fuori uno si fanno arrestare in venti e tirano avanti in regime di carcere duro. Magari per aver sparato a un povero cristo giusto perché sono più terrorizzati loro di noi. Ma lo sanno o no che esiste il C4, i fucili di precisione? Lo sanno o no che per ogni palco c'è un terrazzo in traiettoria?
E così c'è lo stato incapace di farsi anche solo accettare, i terroristi incapaci di colpire altro che qualche isolato boiardo di stato per chissà quale sgarro, o peggio una manciata di cittadini tanto per dire ehi, ci siamo anche noi. C'è ovunque questo clamore, forti espressioni di dissociazione e sdegno unanime, condanne a dito levato e solidarietà senza se e senza ma, senza senso, passamontagna neri sotto ai caschi e pugni alzati dietro a passamontagna neri. Ci sono bilanci che non quadrano in nessun modo, folle di buttafuori allevati per far incontrare in sicurezza ometti grigi con sorrisi da pescecane, tutti denti e i vetri scuri per un'accoglienza alla Mick Jagger. Certi comuni mortali illuminati si limitano a usare skype, il telefono, il tavolo da quattro di un bar. E meno male che i potenti sono solo in 8.
C'è poi la triste realtà del tizio che fa campagna elettorale in elicottero. "La vostra è una splendida città, l'ho sempre amata". Parcheggia il velivolo giusto sotto le mura medievali, interdette al traffico già da due decadi più un lustro e ora parco per cani, vecchi, bambini e barboni.
Sono un tutt'uno da secoli: i cittadini, le mura, la città. La città. Peccato per quel certo sindaco uscente, aggiunge qualche malelingua, che se n'è venduta mezza alla Polis. Urla verso il politicante dalla piazza, a viva voce e represse da un ritornello, di quelle canzonette come la ascoltava il babbo sulle cassette proibite, l'underground del fascismo anni sessanta. Prova a venire in macchina e a parcheggiare per qualche ora, stupido d'un uomo, urla il dissidente dal centro della piazza, ormai colma di bandierine sventolate dai sostenitori giunti dai reparti geriatrici e dalle case di riposo di mezza regione. Prova a farti un po' di circonvallazione a piedi, con quelle zampette, e vedi come finisci conciato tra una rotondina e l'altra.
C'è, prima di concludere, un popolo di reclusi egoisti, inermi e bipolari, non violenti a ogni costo quando l'avversario è anche solo un pelo più forte. Piuttosto stupidi, disorganizzati e disarmati.
La radice del male, i miei fottuti compagni di cella. [...]
(da "Impressioni di un carcerato")
E così ci sono le congetture. A studiare storia mi era parso proprio nitido, ogni cosa piegata all'evidenza del fatto che senza bagni di sangue difficilmente gli occupanti abbandonano le poltrone, difficilmente si cambia strada. Comincia forse così, con qualcuno che finisce in carcere e qualcuno invece morto ammazzato, sprangato, manganellato, crivellato da un commando. Altri si indignano, si agitano. In realtà non si sa come comincia, magari non comincia niente ed è solo un'illusione: la democrazia dell'alternanza che prende nuove strade circolari, fa qualche metro e tutto si riassesta.
Lo stato ingessato, immutabile fino al prossimo rivolgimento. Lo stato che cambia solo con e per la guerra, impotente di fronte al passo delle innovazioni delle reti di pensiero. Lo stato casta e lo stato massa, incapaci di comunicare o senza nulla da aggiungere, entrambi inutili eppure essenziali l'uno all'altro. Lo stato e gli uomini di stato che nascono crescono e invecchiano nelle istituzioni soppiantandole.
I fatti, poi. La lotta armata sognata e mai realizzata - affidata e delegata a un branco di idioti incapaci e senza cervello, o di collusi cinici - che non riesce a far fuori più di tre o quattro personaggi a decade. Per farne fuori uno si fanno arrestare in venti e tirano avanti in regime di carcere duro. Magari per aver sparato a un povero cristo giusto perché sono più terrorizzati loro di noi. Ma lo sanno o no che esiste il C4, i fucili di precisione? Lo sanno o no che per ogni palco c'è un terrazzo in traiettoria?
E così c'è lo stato incapace di farsi anche solo accettare, i terroristi incapaci di colpire altro che qualche isolato boiardo di stato per chissà quale sgarro, o peggio una manciata di cittadini tanto per dire ehi, ci siamo anche noi. C'è ovunque questo clamore, forti espressioni di dissociazione e sdegno unanime, condanne a dito levato e solidarietà senza se e senza ma, senza senso, passamontagna neri sotto ai caschi e pugni alzati dietro a passamontagna neri. Ci sono bilanci che non quadrano in nessun modo, folle di buttafuori allevati per far incontrare in sicurezza ometti grigi con sorrisi da pescecane, tutti denti e i vetri scuri per un'accoglienza alla Mick Jagger. Certi comuni mortali illuminati si limitano a usare skype, il telefono, il tavolo da quattro di un bar. E meno male che i potenti sono solo in 8.
C'è poi la triste realtà del tizio che fa campagna elettorale in elicottero. "La vostra è una splendida città, l'ho sempre amata". Parcheggia il velivolo giusto sotto le mura medievali, interdette al traffico già da due decadi più un lustro e ora parco per cani, vecchi, bambini e barboni.
Sono un tutt'uno da secoli: i cittadini, le mura, la città. La città. Peccato per quel certo sindaco uscente, aggiunge qualche malelingua, che se n'è venduta mezza alla Polis. Urla verso il politicante dalla piazza, a viva voce e represse da un ritornello, di quelle canzonette come la ascoltava il babbo sulle cassette proibite, l'underground del fascismo anni sessanta. Prova a venire in macchina e a parcheggiare per qualche ora, stupido d'un uomo, urla il dissidente dal centro della piazza, ormai colma di bandierine sventolate dai sostenitori giunti dai reparti geriatrici e dalle case di riposo di mezza regione. Prova a farti un po' di circonvallazione a piedi, con quelle zampette, e vedi come finisci conciato tra una rotondina e l'altra.
C'è, prima di concludere, un popolo di reclusi egoisti, inermi e bipolari, non violenti a ogni costo quando l'avversario è anche solo un pelo più forte. Piuttosto stupidi, disorganizzati e disarmati.
La radice del male, i miei fottuti compagni di cella. [...]
(da "Impressioni di un carcerato")
venerdì 22 giugno 2007
Nomen omen
De Gennaro, già implicato nei disastri del G8, lascia il posto di capo della Polizia tra mille polemiche. Il miglior candidato alla successione individuato dai nostri sagaci esperti: Manganelli.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
mercoledì 20 giugno 2007
Attraverso lo specchio
Il dibattito politico serve più che altro a raccontare ai cittadini che il nemico è ovunque.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
martedì 19 giugno 2007
Annuncio a reti unificate
Ancora privo di un titolo (è in corso un vivace dibattito sul forum cui invito a partecipare a lettura conclusa), è già disponibile il racconto numero 2 nato coi potenti mezzi del metodo S.I.C.
Per la lettura e la critica siete invitati a visitare l'indirizzo http://www.scritturacollettiva.org/racconto-sic-2-1. Mai come in questa fase iniziale e sperimentale è necessario un commento del pubblico, il più possibile approfondito, nei riguardi di un modo di scrivere appena nato.
lunedì 18 giugno 2007
C.M. #3
Si è fiondato su Youtube appena entrato in ufficio, stamani come già da qualche settimana. Rientrato a casa per pranzo, Alessandro sembrava un po' assente. Ora siede a tavola con la moglie e i tre figli, non apre bocca. Non riesce a dir nulla mentre mangia, ricorda solo come s'è eccitato nel vedere la ragazzina spompinare due compagni di classe. E il momento in cui ha riconosciuto in lei Angela, la più grande.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
Terrore e illuminazione
C'è chi la morte la aspetta, e c'è chi se la sente alle calcagna.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
giovedì 14 giugno 2007
C.M. #2
Stamattina, giusto venti minuti prima di essere chiamata, Lisa si è calata una pasta in bagno. Scena muta, minacce dalla prof e occhiate da ogni parte. E lei nessun imbarazzo, anzi, sorrideva.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
martedì 12 giugno 2007
My own enemy
La politica estera serve per lo più a raccontare ai cittadini che il nemico è là fuori.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
domenica 10 giugno 2007
D.A.?
Intorno al 18 giugno partiranno i lavori per il terzo imprescindibile racconto SIC, di cui sono onorato di essere (rullo di tamburi) il Direttore Artistico (con maiuscole e squillo di trombe). Unica pecca del ruolo: non potrò scrivere una riga. Chi è interessato a seguire i lavori e lo sviluppo del racconto, dia un'occhiata qui e sul sito di SIC di tanto in tanto, a partire dal 18-20 giugno. Oh, se poi passate prima e di frequente nessuno se la prende a male.
venerdì 8 giugno 2007
Tempo di adeguarsi
giovedì 7 giugno 2007
C.M. #1
L'appuntato Gregorelli ha appena tratto in arresto il giovane ventiduenne R.F. con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio (la sinossi è quella di sempre: 50 grammi di coca, un bilancino di precisione e un'ingente somma di denaro contante, probabile provento delle attività di spaccio). Mentre il carabiniere chiudeva la porta del cellulare per tradurre il reo presso il carcere di Regina Coeli, questi gli ha giurato vendetta affrontandolo occhi negli occhi, i polsi stretti da due anelli di metallo dietro la schiena: - stai pronto, figlio di puttana, che esco presto e quando esco ti ritrovo e t'ammazzo.
Gregorelli lancia una voce al collega della penitenziaria: salgo dietro con lui, dichiara. Guardami bene, sussurra Gregorelli al giovane. Mentre il furgone si mette in marcia, l'appuntato prende il manganello e gli fracassa naso e zigomo con due colpi secchi: così quando esci, suggerisce rimettendo il manganello nella cintura, io ti riconosco da lontano, e tu ti ricordi di me anche senza vedermi.
(da "Cronache minime")
Gregorelli lancia una voce al collega della penitenziaria: salgo dietro con lui, dichiara. Guardami bene, sussurra Gregorelli al giovane. Mentre il furgone si mette in marcia, l'appuntato prende il manganello e gli fracassa naso e zigomo con due colpi secchi: così quando esci, suggerisce rimettendo il manganello nella cintura, io ti riconosco da lontano, e tu ti ricordi di me anche senza vedermi.
(da "Cronache minime")
Etichette:
Cronache Minime,
Scrittura
Contro la famiglia
[...] E così sono trascorsi un po' di giorni, sopito il consueto polverone mediatico rifletto. Tra l'ignoranza e la supponenza che mi intrappolano, piovute dall'alto dei potenti ed evaporate dal basso dei servi senza autonomia di pensiero, mi scivolano tra le dita alcuni dati. La prima causa di morte delle donne fra i 16 e i 44 anni è la violenza subita in famiglia, tra le mura di casa. In Italia un morto su cinque conosce bene i suoi assassini: il padre, la madre il figlio, un fratello, il marito. In Portogallo ad esempio, le donne che dichiarano di aver subìto violenze da parte del marito, amante o convivente sono il 52,8%. In Germania, ogni anno si denunciano quasi trecento casi di donne assassinate dai loro conviventi: tre vittime ogni quattro giorni. Nel Regno unito il conto è di una ogni tre giorni; in Spagna una ogni quattro giorni, cioè quasi cento all'anno. In Francia, ogni mese sei donne - una ogni cinque giorni - muoiono per le violenze di un uomo tra le mura domestiche: un terzo accoltellate, un altro terzo uccise con armi da fuoco e le altre strangolate (20%) o pestate a morte (10%).
Veder sfilare, indisturbata sul televisore della cella, una delle più potenti associazioni a delinquere del paese durante il Family Day è stato un duro colpo: i volti sorridenti dei padri che un giorno abuseranno delle figliolette che ora scarrozzano con aria rincoglionita, gli sguardi carichi di speranza delle madri vestite a festa che un giorno saranno taglieggiate da figli carichi di dipendenze e privi di una coscienza, tradite dai mariti e abbandonate dagli amanti. Se si inviano i cani antidroga nelle scuole, non sarebbe il caso di inviare squadre di psicologi a queste manifestazioni, concentrato di follia e schizofrenie, frustrazioni sovente destinate ad esplodere a suon di colpi di accetta?
Tra loro anche famiglie composte da individui per bene, o che almeno ci provano. Fortunatamente ancora in maggioranza. Il solito gioco degli specchi, l'invenzione di un problema che non c'è, la distrazione sistematica dai problemi veri, l'individuazione di un nemico non nello stato o nella società tutta, ma in qualche minoranza o comunità distinta. I DICO contro i cattolici, i pro e gli antipro, gli atei contro gli integralisti. E poi le chiacchiere da bar, tutti uniti contro lo stato-casta.
Che nausea. [...]
(da "Impressioni di un carcerato")
Veder sfilare, indisturbata sul televisore della cella, una delle più potenti associazioni a delinquere del paese durante il Family Day è stato un duro colpo: i volti sorridenti dei padri che un giorno abuseranno delle figliolette che ora scarrozzano con aria rincoglionita, gli sguardi carichi di speranza delle madri vestite a festa che un giorno saranno taglieggiate da figli carichi di dipendenze e privi di una coscienza, tradite dai mariti e abbandonate dagli amanti. Se si inviano i cani antidroga nelle scuole, non sarebbe il caso di inviare squadre di psicologi a queste manifestazioni, concentrato di follia e schizofrenie, frustrazioni sovente destinate ad esplodere a suon di colpi di accetta?
Tra loro anche famiglie composte da individui per bene, o che almeno ci provano. Fortunatamente ancora in maggioranza. Il solito gioco degli specchi, l'invenzione di un problema che non c'è, la distrazione sistematica dai problemi veri, l'individuazione di un nemico non nello stato o nella società tutta, ma in qualche minoranza o comunità distinta. I DICO contro i cattolici, i pro e gli antipro, gli atei contro gli integralisti. E poi le chiacchiere da bar, tutti uniti contro lo stato-casta.
Che nausea. [...]
(da "Impressioni di un carcerato")
Stock'n'roll
Una volta se eri un visionario ed esageravi con le droghe, le belle donne e con lo sperpero di soldi, eri una rockstar.
Oggi sei un a.d.
(da "Brevi considerazioni quotidiane")
lunedì 4 giugno 2007
Il sogno lungo dell'ennesima Rivoluzione Industriale
Stavolta però ricordo con una certa nitidezza certi pensieri fatti prima di perdermi in valli di simboli e colori, l'immagine di un volto mutevole (ecco, per chi ha visto "A scanner darkly" o ha letto l'omonimo racconto di Dick, immaginate un tipo con una tuta disindividuante; per gli altri...correte in videoteca o in biblioteca oppure vantatevi di essere 2.0 e attaccate il mulo, ci sono sia divx che pdf), e alcune sue affermazioni visionarie. Un profeta dalle mille facce la cui prima affermazione è stata: "La rivoluzione industriale è una forma inevitabile di emancipazione".
Procediamo con ordine, vi racconterò dapprima a cosa pensavo giusto prima di prender sonno: prendetelo come il flusso di coscienza di un flusso di coscienza. Perché la SIC? E poi perché certe reazioni stereotipate e negative? Perché altre reazioni entusiaste, liberatorie? Dunque. La prima obiezione che si può fare al metodo SIC, ed era largamente prevista, è di una (stiamo sul generico) perdita di contatto tra l'autore e la propria opera. Da qui mi è partito l'ovvio parallelismo con la rivoluzione industriale, che vi risparmio, e alcune considerazioni al limite dell'onirico che vi propongo.
Immaginate: so che sarà una situazione assolutamente inedita, ma mettetevi nei panni di un uomo comune del 2012. Il mondo è prossimo alla fine. Un giorno tornate a casa dal vostro lavoro, un lavoro che non vi soddisfa troppo ma che comunque vi da da mangiare. Fate le vostre cose da single o quelle che fanno i conviventi, vi resta addosso una strana insoddisfazione e faticate a prender sonno. Ecco cosa, vorreste mettervi a scrivere, buttare giù i vostri pensieri o inventarvi mondi alternativi. Magari scarabocchiare sul monitor qualche poesia, e chissà, un giorno cambiare vita. Magari no, in fondo vi basta tirare avanti. La mattina tornate in ufficio, e riprendete a lavorare sul vostro romanzo SIC. L'ultimo che ha pubblicato il vostro gruppo di scrittura ha venduto, tra Lulu.com e Einaudi, solo 78.000 copie, un tizio di Milano si è ritirato dal gruppo e vi spiace perché tratteggiava dei personaggi spettacolari. Nel suo ultimo messaggio sul forum ha dichiarato che preferisce tornare a lavorare in banca, sua moglie non reggeva più gli orari e lui deve smettere di bere o ci lascia il fegato. Questo mese, tu e gli altri 25 del gruppo vi siete beccati 2300 miseri euro a testa per un romanzo che vi ha portato via tre mesi di lavoro e una serie di racconti che, a rileggerli, vi viene male: ringraziate il cielo che ancora non avete preso una multa, ma arrivare a fine mese sarà comunque dura. Da qualche tempo state meditando di scrivere anche per qualcun altro, ma le vostre idee ultimamente non riscuotono un gran successo. Forse più avanti, quando riuscirete a organizzarvi un po' meglio le giornate.
Questo semplicemente perché un romanzo SIC viene pubblicato, e i ricavi sono divisi equamente tra gli scrittori e i direttori (che in verità, pare, si tengono una percentuale più elevata di due punti, ma se la meritano perché quella è gente che ha rinunciato al sonno). Pensate alla competizione degli scrittori individuali, e a come è paradossale averne nove nel gruppo: come facciano a tenere questi ritmi è un mistero, sapete solo che ogni tanto scompaiono per tre mesi e, parole loro, "vanno a ricaricarsi".
E questo è uno dei punti attorno a cui la mia mente a ronzato per un po', partorendo ogni tipo di considerazione. Ad esempio su quanto cazzo è difficile scrivere, da sempre, se non sei un'ereditiera, un calciatore fuori dal comune, uno con un gran culo o o uno di quei rari geni immortali della letteratura. Molti ci si sono rovinati la salute, qualcuno nemmeno ci ha provato.
A questo punto mi sono addormentato per qualche minuto, credo, e per la prima volta mi è apparso il volto multiforme di cui sopra. Ogni tanto, tra le mille facce che lo formavano, sembrava emergere una maschera, un volto grigio privo di lineamenti. Piuttosto inquietante, ma non è qui il punto. Il punto è che le sue prime parole sono state: "Pensa a una buona idea portante", e le ha pronunciate con tono metallico e un fluire curioso che non saprei definire, se non fossi uno scrittore: pareva di ascoltare una musicassetta che è stata mezza giornata sotto il sole, mentre voi eravate immersi nelle acque melmose della riviera riminese sorseggiando un'imbevibile Squeezer, già caldo dopo il secondo sorso.
All'udire quelle parole minacciose mi sono svegliato di soprassalto, e la mia mente come preda di un furore incontrollabile se ne è uscita con le questioni che seguono.
Punto uno, Il Primo Grande Romanzo SIC (P.G.R. S.I.C.) deve spaccare il mondo in due. Punto due, deve scatenare una reazione a catena. Il punto tre è assolutamente fuori da ogni possibilità di previsione. C'è però un punto zero: è il punto da cui tutto origina, una cosa da raccontare. Il Primo Grande Romanzo SIC deve avere un perché grosso come una trave, un percome comprensibile e qualche centinaio di personaggi assemblati a garbo e creanza. Il punto zero è una cosa che sta ben prima di un soggetto, è un germe da cui tutto poi, potenzialmente, può svilupparsi semplicemente grazie al metodo. Stando a quanto ho potuto capire dai simboli del sogno (io che correvo in un folto bosco di alberi meccanici, ad esempio, o quel frangente in cui mi si è aperta una voragine sotto i piedi e sono stato aspirato verso l'alto da una forza misteriosa), può emergere un buon soggetto da una qualsiasi idea forte e condivisa, in ottica di "condivisione di un'opera creativa". Una sorta di dichiarazione di intenti, magari proposta anche come soggetto, ma comunque che espliciti "perché" quella storia e perché quella trama, più che occuparsi della trama vera e propria. Probabilmente esiste una parola banale per esprimere questo concetto, al momento mi sfugge e dunque vi beccate la pappardella. Il soggetto vero e proprio ispirato a un'idea seminale forte nascerà e si svilupperà in modo autonomo, e sin dal primo passo il metodo SIC prenderà a girare come un ingranaggio forgiando l'opera nella sua interezza. In questo senso si rende partecipe al livello più basilare del processo SIC tutta la base, l'intero corpo di scrittura. A tal proposito, per esplicitare cosa intendo, presto (?) posterò nell'apposita sezione di www.scritturacollettiva.org il "mio" soggetto, che è però da intendersi nel senso appena svelato (credo che leggendolo tutto questo delirio risulterà più chiaro). Una volta terminata questa parte di "individuazione del perché" la scelta tra i vari "semi" potrà indifferentemente essere operata dai direttori artistici o tramite votazione demosproletaria (ricordando che i figli sono col tempo mutati da utili schiavi in beni di lusso). Quale soggetto, quale seme? Qualsiasi cosa il singolo non sia in grado di portare a termine da solo, ad esempio, vuoi per mancanza di mezzi, vuoi perché richiederebbe troppo lavoro, magari troppe ricerche o questioni con cui non si ha la sufficiente dimestichezza: il metodo SIC può potenzialmente rendere reale ciò che il singolo può solo immaginare, moltiplica le menti e le competenze. Il metodo SIC può ampliare gli orizzonti.
E qui, compresi i miei pensieri sconclusionati e rigirandomi su un fianco che mi stava andando in cancrena una spalla, ho preso a ragionare su cosa e perché, ho costruito "l'idea base", poi mi sono addormentato. E ora eccomi qua. L'uomo senza volto, durante il sogno che è seguito, mi ha parlato altre volte, sempre e solo con parole criptiche (in un paio di occasioni credo abbia parlato al contrario, ma non ci ho capito granché). Ad esempio ricordo chiaramente di averlo sentito dichiarare: "Non avete altro da perdere che le vostre catene, umano".
Qua dimentichiamo che non si tratta solo di scrivere un romanzo: si tratta di scrivere, trasmettere il proprio pensiero. Un movimento che origina da un atto slegato da ogni corrente logica commerciale o distruttiva non può che essere formato dalle più eccellenti menti del pianeta, e non serve certo l'uomo senza volto per svelare le potenzialità di un metodo del genere: certi scritti, o forse tutti, generano cultura, cambiano idee e ne introducono di nuove. Quasi sempre questo atto, la creazione di cultura, è un atto sostanzialmente individuale: pensate ai risultati che la scienza sta ottenendo grazie alla divisione dei ruoli, alla condivisione delle tecniche e delle informazioni. Credete che possano nascere altri Einstein? Forse, ma già da un po' i Nobel sono capiprogetto, personaggi che campano di materiale scritto e elaborato anche da altri. Una volta nel mondo gli scienziati si contavano sulle dita di qualche mano, ora abbiamo scienziati che vivono nel monolocale accanto al nostro. A confronto, la scrittura è ferma all'età della pietra: è pur vero che ormai tutti scrivono, così come resta vero che ben pochi in confronto vengono davvero letti. Pochi eletti, che magari non aderiscono a SIC per questioni ideali, o forse solo perché il successo rende tutti un po' più miopi.
Tra le altre affermazioni straordinarie dell'uomo inconoscibile, la seguente mi ha riempito di una soffusa sensazione di smarrimento: "L'uomo deve trovare il modo di impiegare le ore di veglia senza che queste lo portino al suicidio". La società moderna, per come la concepisce l'uomo senza volto interpretando i sottintesi nascosti dai suoi prolungati silenzi, assiste al triste fenomeno di un crescente esercito di produzione di Oggetti e Servizi assolutamente privi di senso, non sto qui a farvi la tiritera sul destino del cosmo ma di quello si tratta. Del resto in qualche modo l'uomo deve pur campare, e per campare deve lavorare e nutrirsi (e magari fare una scopata ogni tanto): aprire l'accesso dei nuovi sproletari, ora che finalmente hanno tutti la laurea, alla produzione di scrittura è un sicuro rischio per la foresta amazzonica, ma sicuramente un'idea intrigante.
Chiudo con una profezia dell'uomo senza volto, che ha decretato il mio risveglio piuttosto brusco (ero, manco a dirlo, madido di sudore): "E allora scenderanno le tenebre, e come la teoria fordista del lavoro, la SIC crollerà sostituita da qualcos'altro, ma tu sarai già morto da un pezzo, caro palle". Staremo (staranno) a vedere, e se possibile faremo (faranno) i conti con la nostra (loro) alienazione con noi (loro) stessi, senza bisogno di sindacati, politici o intellettuali schizzinosi dell'una o dell'altra fazione. E poi c'è questo sogno a occhi aperti, far fallire le major e il loro impareggiabile "è il mercato che decide", sostituirlo con qualcosa di nuovo e più originale.
Major Update
enriconencini.com cambia stile, intenti, pubblico. Dopo 5 anni dedicati alla grafica 3d ho bisogno di uno spazio dove tener traccia dei miei pensieri, del lavoro, di quel che mi passa per la testa. Giocandomi un bel po' di visitatori. Resta comunque a disposizione degli utenti interessati il famoso tutorial Nissan R390GT1:
Part 1
Part 2
Part 1
Part 2
Iscriviti a:
Post (Atom)